Lettera aperta del CAE al Management e al Consiglio d’Amministrazione di Unicredit Group

La situazione sociale ed economico-finanziaria è difficile, ne siamo tutti consapevoli.

La crisi non è stata generata dall’eccesso dei salari o da squilibri dello stato sociale. Oggi chi deve pagare il conto è ancora chi lavora e chi vive di bassi redditi, mentre chi ha provocato la crisi ancora ci sta guadagnando.

In questi giorni si sta commettendo un ulteriore errore con una svolta nelle politiche economiche dei diversi governi che punta in modo ossessivo e prioritario alla riduzione del debito pubblico senza toccare le rendite finanziarie e i grandi patrimoni. Tutto ciò penalizzerà la crescita per anni delle economie, con danni ancora per chi lavora e per le giovani generazioni. Il rigore nei conti pubblici è un vincolo, non un obiettivo. L’obiettivo, come ha detto Lei, è la crescita economica.

E’ giusto, come ha detto Lei, commentando i fatti della Grecia, chiedersi il perchè le banche siano diventate il bersaglio del malcontento sociale. La risposta è semplice e sta, secondo noi, nei comportamenti tenuti dal sistema bancario in questi anni. Non vogliamo generalizzare, ma quando, in molti paesi, ci sono persone che perdono il lavoro, si vedono tagliati salari, diritti e prestazioni sociali, giovani che non hanno occupazione, mentre chi ha avuto ed ha grandi responsabilità sulla crisi, ancora si aumenta significativamente lo stipendio, tutto ciò diventa insopportabile.

Anche Unicredit, ultimamente, ha dato in questa direzione dei segnali sbagliati. Come CAE abbiamo apprezzato la scelta di bloccare i bonus per il top management relativi all’anno 2008, ma il fatto che ciò non si sia ripetuto nel 2009, in un anno in cui il Gruppo ha dimezzato gli utili, ha ridotto significativamente gli organici e tagliato i costi del personale, è stato un grave errore.

Riteniamo tutto ciò una mancanza di sensibilità verso la clientela e verso i dipendenti. Una scelta che ha messo noi, rappresentanti dei lavoratori, che abbiamo sempre agito con grande senso di responsabilità, in grave difficoltà nei confronti dei nostri rappresentati.

Bisogna cambiare politica, bisogna cambiare i sistemi di incentivazione e chi ha le maggiori responsabilità, Consiglio di Amministrazione e Top Management, deve dare il buon esempio.


Milano, 26 maggio 2010

Il Comitato Aziendale Europeo
Unicredit Group

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