REPERIBILITA’: uso (ed abuso) di un istituto contrattuale

Il 26 novembre u.s., durante l’incontro delle Segreterie di coordinamento con l’azienda, si è anche parlato di orari di lavoro.

Il tema lo avevano posto le scriventi OO.SS. con una lettera inviata all’azienda in data 13 novembre, nella quale si richiedeva un incontro urgente per chiarimenti sugli impegni sempre più pressanti richiesti ai colleghi.

Abbiamo più volte denunciato come gli orari in Unicredit Services siano fuori controllo ormai da tempo e le richieste, che vengono impartite da parte aziendale, siano lesive del diritto alla disconnessione e spesso violano anche il CCNL.

L’Azienda ha dimostrato di non governare il fenomeno e di non essere in grado di fornire un piano degli orari per singola attività, né tantomeno di avere traccia della programmazione della reperibilità (numero di persone coinvolte, turnazioni): si è presentata con una slide che, in 5 righe, riportava – DAL LORO PUNTO DI VISTA – l’elenco delle aree aziendali in cui veniva richiesta la reperibilità ai colleghi, elenco che però in buona sostanza ricomprende tutta l’azienda (CIO CIB & GERMANY, CIO COMMERCIAL BANKING ITALY, CIO FINANCE & CONTROLS, SECURITY, TECH).

Il riscontro che abbiamo dai colleghi è che l’azienda sta impropriamente rispondendo a ricadute organizzative dovute alle continue riorganizzazioni, ai processi spesso frammentati e alle carenze in termini di organici.

Siamo ormai arrivati al paradosso che anche i passaggi degli applicativi negli ambienti di test (quando ci sono) vengono effettuati al di fuori del normale orario di lavoro. Ormai si lavora in un percorso ad ostacoli tra blocchi e “frozen zone security gate”, con la complessità creata dall’esternalizzazione dell’area ICT a VT- Services. Tutto questo sta creando una situazione di alto livello di stress e di disagio tra i Lavoratori.

Il fenomeno viene gestito spesso con la volontarietà “spintanea”, qualche volta con il pagamento della reperibilità: il tutto non risolve il problema di una regolamentazione degli orari necessaria per garantire la qualità del lavoro e della vita personale.

L’Azienda ha affermato che viene sempre riconosciuto l’istituto della reperibilità sancito dall’accordo del 24.05.2010 nell’allora UGIS S.C.p.A. (unico accordo ancora in vita in azienda), e che, senza questa previsione, NESSUNO è tenuto ad intervenire o a rispondere a chiamate da parte di chicchessia.

Invitiamo, quindi, tutti i colleghi che dovessero ancora ricevere richieste per una generica “disponibilità” (istituto non previsto né dal CCNL né da accordi aziendali) a segnalarlo immediatamente alle scriventi OO.SS.

In questo caos organizzativo, ribadiamo che le richieste di attività al di fuori del normale orario di lavoro devono essere coperte prioritariamente in maniera assolutamente volontaria.

Abbiamo sostenuto che eventuali problematiche specifiche di una azienda I.T. non possono essere gestite – come spesso avviene – contando solo sulla professionalità e la buona volontà delle colleghe/i. La nostra volontà è aprire una seria e proficua discussione sul tema degli orari di lavoro, come da procedura di confronto prevista dall’art.23 del CCNL in tema di orari di lavoro, che dia giusto riconoscimento ai lavoratori interessati.

Milano, 03 dicembre 2019
Le Segreterie di Coordinamento delle OO.SS. di Unicredit Services
FABI – FIRST/CISL – FISAC/CGIL – UILCA – UNISIN

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