Procedura WPM: i colleghi non paghino la disorganizzazione

Dopo l’incontro tenutosi con l’azienda a Milano, torniamo in argomento in ordine alle criticità rilevate nell’adozione del nuovo sistema con il quale vengono eseguiti i processi di classificazione e gestione dei crediti non “performing” denominato WPM (Workout Process Management), reso operativo il 20 maggio scorso, che risulta essere uno strumento fondamentale in uso presso le strutture di Credit Monitoring, Special Network (Portafoglio Alfa) e Special Credit.

Dobbiamo constatare che, dopo diversi mesi dal rilascio, tale strumento risulta ancora in fase sperimentale, in quanto oggetto di continue revisioni parziali e di interventi di aggiustamento, tanto che si è resa necessaria l’istituzione di una specifica “task force” per far fronte alle problematiche operative dei colleghi nell’uso di WPM.

Ad oggi,
non ci risultano siano state organizzate delle sessioni formative, né sia stato divulgato alcun manuale operativo per il corretto utilizzo di tale sistema, ma solo un ciclo di incontri di mera presentazione del programma di nuova adozione.

Dobbiamo ancora riscontrare che quotidianamente, purtroppo, si verificano anomalie e disfunzioni che rendono problematico l’ordinario andamento del lavoro, la cui prosecuzione è ascrivibile soprattutto alla dedizione e abnegazione del personale interessato, che però risulta esposto a rischi operativi e sottoposto ad un anomalo aggravio di incombenze per garantire comunque l’adozione dei provvedimenti urgenti e indifferibili.

Rappresentiamo con preoccupazione e rammarico le importanti criticità allo stato presenti in uno dei settori nevralgici della nostra Banca, stigmatizzando il modo di affrontare le problematiche lavorative da parte dell’azienda.

Raccomandiamo caldamente tutti i colleghi, anche in presenza di sollecitazioni verbali, di tener sempre ben presente il rispetto delle norme e delle procedure aziendali a tutela di ciascuno.

Denunciamo inoltre con forza le nefaste conseguenze della recente soppressione delle strutture Incagli Non Revocati e Restructuring che hanno riversato in rete le delicatissime funzioni da loro precedentemente presidiate (soprattutto di ordine tecnico-legale) e tutte le connesse responsabilità, esponendo ancora una volta i colleghi delle agenzie a pesantissimi rischi operativi.
Anche in questo caso
l’azienda se l’è cavata con qualche bacheca e aggiornamenti normativi per lo più formali, mentre la formazione dei colleghi coinvolti è stata inesistente!

Raccomandiamo all’azienda di intervenire con estrema urgenza per la soluzione di queste criticità più volte denunciate dalle scriventi OO.SS.

E’ del tutto evidente che eventuali conseguenze (presenti, passate e future) derivanti dai suddetti rischi operativi non dovranno essere ascrivibili ai colleghi, in quanto riconducibili esclusivamente alle disfunzioni organizzative imputabili alla banca.

Le OO.SS. continueranno a monitorare gli sviluppi, che auspicano rapidi e positivi.

Milano, 9 agosto 2013

Dircredito – Fabi – Fiba/Cisl – Fisac/Cgil – Sinfub – Ugl – Uilca
Segreterie di Coordinamento UniCredit SpA

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