2S Banca: a che punto siamo.

A distanza di qualche settimana dal grande sciopero del 17 febbraio, la vertenza di 2S Banca continua a mantenere priorità assoluta per i lavoratori e le Organizzazioni Sindacali del Gruppo.
Dopo quella giornata vi è stato un rapido succedersi d’avvenimenti.
La lettera comparsa sul portale di Gruppo a firma dell’AD, A. Profumo, in primo luogo: una lettera che, all’interno di una formale disponibilità al dialogo, riconfermava però con durezza la scelta di “far leva su centri servizi esterni al Gruppo nel caso in cui Unicredit non possa essere il punto di riferimento del mercato”. Una lettera dunque che, nella sostanza, conferma le ragioni dello sciopero: la preoccupazione dei colleghi di tutte le Società del Gruppo di poter essere le prossime vittime di iniziative analoghe a quella della vendita di 2S.
Nella successiva giornata del 24.2 si è poi verificata una falsa partenza nella ripresa della trattativa. Falsa perché UniCredito si è presentata con le stesse identiche proposte precedenti, impedendo un positivo evolversi della situazione.
Non ha avuto pertanto luogo il preventivato incontro tra Organizzazioni Sindacali e Société Générale poiché, non inserito all’interno di un percorso negoziale, si sarebbe rivelato improduttivo.
Lunedì 6 marzo abbiamo tenuto tre assemblee in 2S (Milano e Torino), ricevendo dai lavoratori ampio mandato a proseguire nella trattativa e, se del caso, nella mobilitazione anche all’interno di un nuovo pacchetto di ore di sciopero riguardanti l’intero Gruppo.
Société Générale ha incontrato, mercoledì 8 marzo, i lavoratori 2S di Milano e Torino. La società francese ha avuto modo di illustrare i suoi progetti futuri sulla Società acquisita ed i lavoratori hanno potuto esporre, con grande lucidità, le motivazioni della contrarietà all’operazione e della mobilitazione in corso.
In sede locale sono state esercitate pressioni sui lavoratori in funzione anti-sciopero e su questi episodi sarà necessario fare chiarezza nelle sedi più opportune.
E’ chiaro che i problemi sul tappeto rimangono gli stessi da sempre.
A questo proposito sarebbe anche utile cominciare a porsi qualche domanda sulle indiscrezioni giornalistiche (per quanto smentite, come d’obbligo in questi casi) su possibili aggregazioni Citigroup-SocGen: tema, questo, che rende più che mai indispensabili le garanzie occupazionali che cerchiamo di ottenere fin dall’inizio della trattativa.
Il cuore del problema rimane dunque, sempre e comunque, quello delle garanzie occupazionali: esse potranno essere correttamente modulate solo nel momento in cui sarà noto il dato della durata del rapporto di committenza che lega Unicredit a 2S. Ad oggi Unicredit ci nega quel dato, con motivazioni del tutto opinabili. Verificheremo a breve se questo atteggiamento persiste, oppure se vi sarà la disponibilità a fornire indicazioni e a trattare. Sull’atteggiamento tenuto si misurerà la volontà di Unicredit di raggiungere un accordo vero.
In caso di fallimento di questa nuova ripresa di dialogo, stabiliremo le modalità e i tempi di una grande mobilitazione che renda palesi le discrasie tra quanto UniCredito promette e quanto invece mantiene.

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