Incontro con l’A.D. di UniCredit Banca del 4 maggio 2005.

Il 4 maggio le sottoscritte Organizzazioni Sindacali Falcri – Fiba/Cisl – Fisac/Cgil – UilCA – Discredito/FD hanno incontrato l’Amministratore delegato di UniCredit Banca Sig. Nicastro, alla presenza del nuovo Direttore Generale Sig. Piccini e del Capo del Personale Sig. Chelo per fare il punto sulla situazione della banca a quasi 36 mesi dalla sua costituzione. L’incontro è stato introdotto da una relazione dell’A.D. cui sono seguite le considerazioni sindacali.

=> L’illustrazione dell’Amministratore Delegato

Il Sig. Nicastro ha esordito affermando che:

– la banca si sta muovendo in uno scenario di forte difficoltà per il perdurare della crisi economica e dei mercati finanziari, per i quali non si prevede una ripresa nel breve periodo, come pure per l’accentuata competitività nel settore anche da parte di soggetti non tradizionali (es. BancoPosta);

– UniCredit Banca si trova comunque in una fase di chiara ripresa su più fronti e mostra un migliore andamento rispetto ai diretti competitori, sfruttando i vantaggi offerti dalla specializzazione;

– è possibile guardare con fiducia al futuro, senza per questo attenuare gli sforzi.

-> I risultati del 2004

Nel 2004 sono cresciuti:

– gli impieghi,
– la massa amministrata,
– i mutui,
– il credito al consumo,
– i nuovi clienti piccole imprese,

mentre la redditività è risultata in calo.
I ricavi sono in costante ripresa a partire dal II semestre 2004, tra questi anche il margine d’interesse nonostante i tassi siano in diminuzione. Nell’ambito delle Commissioni si sono fortemente ridotte quelle “una tantum” in seguito al cambio di strategia che ha privilegiato quelle ricorrenti, in forte ripresa, puntando ai risultati di medio lungo periodo e sull’attenzione alle esigenze della clientela. Le quote di mercato sono in aumento, con la sola esclusione della raccolta gestita, invertendo la tendenza del 2003 che aveva registrato un calo in tutte le attività. Nel 2004 c’è stata un’inversione del trend negativo della base clientela rispetto al 2003, da ricondurre sia all’aumento delle acquisizioni, sia al calo delle uscite, anche se il saldo permane negativo rispetto all’inizio del 2003.
La valutazione dell’A.D. è che tali risultati abbiano una sostenibilità nel tempo, certificata da un indice di soddisfazione dei clienti superiore agli altri gruppi grandi e medi, e che l’iniziativa “ascoltare per crescere” confermi un miglioramento anche del clima aziendale.
L’azienda ha sottolineato come un apprezzabile contributo a tali risultati sia stato apportato dalle Regioni meridionali.

-> Il Piano Industriale 2004-2007 – gli obiettivi – le iniziative organizzative e commerciali
Il Piano Industriale (come noto non condiviso dalle Organizzazioni Sindacali per le conseguenze occupazionali) si pone di raggiungere alla fine del 2007:

– un incremento dei ricavi del 9% annuo,
– la diminuzione del trend di crescita dei costi operativi ed un consistente incremento del risultato lordo di gestione,
– una riduzione di 2.226 dipendenti,
– un abbassamento del rapporto costi/ricavi (dal 66,3% al 60%)
– un decremento del numero di agenzie (- 225).

Gli obiettivi del piano prevedono:

– consolidamento ed ulteriore crescita delle quote di mercato sulle Piccole Imprese, sfruttando la specificità della nostra economia, il vantaggio competitivo derivante dalla segmentazione e l’offerta di prodotti “mirati”;

– forte crescita nei mutui e nel credito al consumo, dove vi sono ampie opportunità in quanto il nostro paese presenta volumi inferiori a quelli degli altri mercati europei;

– consolidamento delle quote di mercato e aumento dell’efficienza nella gestione del risparmio (gestito, amministrato, raccolta) e nei servizi transazionali, innovando approcci e prodotti con l’obiettivo di elevare la qualità e creare valore per il cliente.

Le principali iniziative per il 2005, con l’obiettivo di mettere al centro il cliente e promuovere fiducia, riguarderanno la migrazione di parte della clientela e delle operazioni ripetitive verso canali remoti (sviluppo di internet, ATM evoluti per versamenti, nell’ottica di averne in attività più di 1000 alla fine del piano); migliore gestione dei picchi di affluenza; politiche di prezzo verso il cliente; ridisegno dei modelli distributivi e di servizio; strumenti di lavoro più sofisticati per semplificare e snellire le attività amministrative (nuova scheda cliente, pop up, contratto unico) e ridurre gli errori. Nel 2005 l’attenzione sarà posta al conto corrente, percepito dai clienti come strumento di scarso valore, ma con costi di servizio elevati, per il quale è prevista la nascita di una gamma di nuova generazione.

-> Pressioni alla vendita e stile di direzione

In merito alle nostre ripetute denunce circa il perdurare di forti pressioni alla vendita, il Direttore Generale ha dichiarato che la Banca continuerà a puntare sulla crescita sostenuta, da ottenere stimolando comportamenti corretti, più che ricercando risultati di breve periodo. Ciò censurando i comportamenti scorretti e avvicendando i capi non allineati, facendo formazione manageriale e ascoltando sempre più le realtà territoriali per meglio focalizzarne le esigenze.

=> LA POSIZIONE DEL SINDACATO

-> Andamento dell’Azienda

Abbiamo espresso apprezzamento per l’andamento positivo dell’Azienda. Ciò è dovuto al cambio di strategia apportato lo scorso anno, puntando a prestare maggiore attenzione alle esigenze della clientela e alle piccole imprese: questo è ciò che noi abbiamo definito come il “ritorno a fare banca”, una scelta da noi rivendicata da molto tempo. E’ questo che consentirà di mantenere la sostenibilità negli anni dei risultati ottenuti.
Abbiamo richiesto che i dati ci siano forniti disaggregati per territorio e che le politiche commerciali siano adattate alle specificità territoriali. Abbiamo inoltre sottolineato come la distribuzione territoriale sia ancora troppo sbilanciata e persista una debolezza nelle regioni meridionali, dove andranno concentrate a nostro parere aperture ed assunzioni.
Tali risultati vanno comunque letti in relazione al determinante contributo reso dai lavoratori, che in questi anni di forte cambiamento hanno lavorato in condizioni difficili, spesso supplendo alle carenze organizzative, con uno sforzo non adeguatamente ricompensato, ed anche al ruolo di FALCRI FIBA FISAC UILCA e DirCredito che si sono mostrati interlocutori leali, seri ed affidabili, spesso critici, ma sempre propositivi, e che hanno deciso di misurarsi con la complessità per difendere al meglio gli interessi dei/lle lavoratori/trici.

-> Giudizio sul Piano Industriale

Abbiamo ribadito il giudizio fortemente critico sul Piano Industriale perché non lo condividiamo nelle sue finalità di riduzione dell’occupazione, in stridente contraddizione con il fatto che siamo un’azienda sana e produttiva.
D’altro canto, la situazione che è denunciata dalla Rete, che si aggraverà con l’approssimarsi delle ferie estive, ci conferma nella convinzione che gli esuberi annunciati non solo non ci sono, ma che siamo in presenza di larghe aree in cui vi è estrema carenza di personale.
Le riorganizzazioni annunciate, com’era prevedibile, non hanno ancora prodotto effetti significativi. Il ridisegno del modello distributivo, cui sottende un diverso modello organizzativo, passa attraverso una revisione dei ruoli che deve essere accompagnata da percorsi formativi di ruolo e tecnico-specialistici che consentano di ricomporre le conoscenze richieste e da inquadramenti che valorizzino le professionalità. Allo stato permangono, nelle agenzie, modelli organizzativi diversi che ricalcano quelli delle ex banche e si afferma una pericolosa confusione di ruoli, competenze e responsabilità che rende cui bisognerà porre rimedio.

-> Condizioni di lavoro – relazioni sindacali

Gli sforzi profusi in questi anni da Lavoratori/trici, come pure dal Sindacato, non trovano un’equilibrata corrispondenza nell’atteggiamento aziendale in quanto:

– sono peggiorate le condizioni di lavoro per l’incremento dei carichi e ritmi di lavoro;

– persistono le pressioni alla vendita creando stress ed ansia da risultato;

– le relazioni sindacali hanno vissuto momenti di sofferenza poiché gli accordi sottoscritti (formazione, nuove figure professionali, regolamentazione dell’attività commerciale, norme del Contratto Integrativo aziendale), ancorché di alto valore, sono spesso elusi e sminuiti nei loro effetti da parte dell’azienda, in particolare nella loro applicazione a livello locale, rendendo problematica l’esigibilità dei diritti sanciti, in ossequio ad un’esasperata attenzione ai costi.

Il problema di fondo resta lo scarto tra le dichiarazioni di principio ed i comportamenti, tra le volontà espresse a livello centrale e la pratica quotidiana, tra i principi etici ai quali l’azienda proclama di volersi ispirare e le azioni concrete.
Da tutto ciò consegue che è necessario:

– ridistribuire con equità e a vantaggio di lavoratori/trici i benefici dei risultati aziendali
– riqualificare le relazioni sindacali a livello centrale, dove si rende necessaria una maggiore coerenza tra quanto affermato ed i comportamenti quotidiani, e a livello locale, dotando i ROR di reali poteri ed autonomie e, nel contempo, superando l’attuale situazione di elusione sistematica del confronto.
– Rendere chiara ed esigibile per tutti l’applicazione delle prassi aziendali.

-> Applicazione della legge 626

Abbiamo sottolineato lo scarso impegno di UniCredit Banca sul tema della sicurezza.
Questo ha addirittura prodotto una ingiustificabile sperequazione tra i suoi dipendenti e quelli di Banca d’Impresa in relazione alla definizione degli addetti al videoterminale .
Infatti mentre i tutti colleghi di quest’ultima Banca, così come in altre banche (anche retail) del settore, saranno sottoposti a vigilanza sanitaria specifica, questa opera di prevenzione manca per la maggior parte dei lavoratori di UniCredit Banca.

->Sistemi Incentivanti

Abbiamo ribadito le note critiche di fondo al Sistema Incentivante, in particolare:

– non è né chiaro né trasparente;
– esaspera le prestazioni;
– indirizza verso la realizzazione di obiettivi quantitativi di breve periodo, invece di favorire il raggiungimento di quelli qualitativi;
– pone eccessiva enfasi sugli obiettivi individuali rispetto a quelli di squadra, ostacolando così l’affermarsi di un clima di serenità e collaborazione;
– impedisce al singolo, nella pratica, l’adesione ai valori cui il Gruppo e l’Azienda dichiarano d’ispirarsi;
– non agevola la creazione del senso di appartenenza;
– indica obiettivi troppo elevati e percepiti come irraggiungibili;
– presenta un’eccessiva divaricazione tra gli importi previsti per i “ruoli di base” e quelli per gli “alti ruoli di sintesi”;
– prevede cifre spropositate per l’over budget, il che, nella dimensione raggiunta, è la prova tangibile della sconfitta dell’Azienda sul piano motivazionale.

Il Protocollo del 16 giugno, per uno sviluppo sostenibile eticamente e socialmente responsabile delle aziende di credito, indica la ricerca di soluzioni condivise in merito ai sistemi incentivanti, abbiamo pertanto richiesto, e ottenuto, l’apertura di un confronto in materia con l’obiettivo di tentare di predisporre un Sistema Incentivante condiviso a partire dall’esercizio 2006.

->Contrattazione Integrativa Aziendale

Il rinnovo del Contratto Integrativo Aziendale deve essere l’occasione per:

– rilanciare e riqualificare le relazioni sindacali;
– rivedere le politiche retributive, con l’obiettivo che queste assicurino il giusto riconoscimento agli sforzi profusi, consentano di intercettare i ritorni dei risultati aziendali già realizzati e di quelli futuri, attraverso un incremento adeguato del Premio Aziendale;
– riconoscere la qualità delle prestazioni, la professionalità e l’evoluzione organizzativa attraverso equilibrati inquadramenti.

-> Clima aziendale

Abbiamo con forza sostenuto come sia in corso un rapido deterioramento del clima aziendale indotto dall’incremento dei carichi e ritmi di lavoro.
Il fatto che dal 1 luglio 2004 al 30 marzo vi sia un saldo negativo di 750 colleghi/e sta già comportando seri problemi, che si aggraveranno con l’approssimarsi dell’estate.
Ciò dimostra che per l’intero 2005 gli obiettivi di uscite sono già abbondantemente esauriti.

Abbiamo pertanto richiesto:

– l’anticipo delle verifiche sul Piano Industriale;
– l’accelerazione delle conferme degli assunti a Tempo Determinato e a Contratto Formazione Lavoro;
– l’accoglimento delle domande di trasferimento dalle altre aziende del Gruppo verso UniCredit Banca;
ripristino, ove necessario, della massa di manovra per gestire le continue emergenze;
assunzioni di personale da distribuire sulla rete in base alle priorità da concordare, e non sulla base di quelle stabilite unilateralmente dall’azienda come dichiarato in un recente incontro.

=> Conclusioni
L’azienda ha sottolineato la volontà di proseguire il confronto e si è detta disponibile a discutere delle nostre richieste. Si è trattato di un incontro franco e aperto.

Verificheremo, nei prossimi giorni, se alle disponibilità dimostrate seguiranno fatti concreti in risposta alle esigenze dei lavoratori/trici e alle puntuali richieste contenute nel presente comunicato, a partire dal tema delle assunzioni, del rispetto degli accordi sottoscritti e del Contratto Integrativo Aziendale.

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